Federico Malvaldi

Scrittore / Editor
Con la scomparsa prematura di Bernard-Marie Koltès, ci voleva un drammaturgo che riuscisse a coniugare la poesia straniante e dolorosa dei nostri tempi con la faccia di chi è arrivato un’ora fa e non ha ben capito. Iddio, nel suo ben noto senso dell’umorismo, ci ha dato il Malvaldi, che fa il drammaturgo e ha rimorchiato mezza Italia con una sola foto sul profilo Tinder. Come tutti i drammaturghi del nostro tempo, Federico lotta contro le forze del capitale, che vorrebbero ridurre la sua professione a un hobby da fare gratis, e allo stesso tempo contro gli attori che non colgono il punto di quello che vuol dire. Ultimamente, fuso dall’amore e da un gattino nuovo che si è preso in casa e gli dorme sul polso, riteniamo che sia un po’ più tranquillo. Produce monologhi, poesie, monologhi in forma di poesia, drammi borghesi alla Ibsen dove tutto si tiene, drammi brechtiani in sedici atti senza alcuna coerenza di caratteri e personaggi. La domenica recita Endgame di Beckett usando il suo micio per interpretare Clov. ______ Federico è sempre arrabbiato, per questo scrive teatro: per dare libero sfogo a tutti i suoi conflitti. Federico Malvaldi nasce a Pisa il 7 luglio del 1991. Si diploma in spettacolo e comunicazione presso l'università di Pisa e consegue un master di primo livello in drammaturgia e sceneggiatura presso L'Accademia di Arti Drammatiche Silvio D'Amico di Roma. Il suo approccio alla drammaturgia e alla sceneggiatura avviene con Michele Santeramo in occasione del festival internazionale Prima del Teatro e prosegue i suoi studi con maestri come Ugo Chiti, Edoardo Erba, Letizia Russo, Umberto Marino, Lorenzo Salveti, Massimiliano Civica e Massimo Roberto Beato, col quale intraprende il percorso di tesi. Nel 2019 scrive il testo Tre Giorni, che arriva finalista al Cendic Segesta e vince il Premio SIAD Calcante. Nel 2020 lavora come assistente alla regia per lo spettacolo, prodotto da ERT, Get Your Shit Togheter, mentre nel settembre 2020 esordisce alla Biennale Teatro di Venezia col testo La scelta giusta, all'interno del progetto Censura: non dire, non fare, non baciare, la cui supervisione alla drammaturgia è affidata a Letizia Russo e quella alla regia a Francesco Manetti. Tutti i suoi racconti di seguito:

Il Pianto di Agamennone

Il rumore del vento

Il primo bacio di Peter

Il fiore del bonsai

Il primo goal di Ronaldo