Il Ritmo dell’Insieme
Anno della Nuvola Bianca
Decimo mese
Giorno 26
Mentre controllavo la Rete, ho sentito Pontos ragliare. Era sulla Spiaggia, rivolto verso la Montagna a Est. Ho guardato in quella direzione, ma senza vedere nulla. Soltanto quando gli ho poggiato una mano sulla schiena ha smesso e, come se niente fosse, ha attraversato la Spiaggia per andare a brucare l’erba. Io sono tornata alla Rete. Il Mare Nero mi aveva donato due Pesci dal barbiglio chiaro. Sull’orizzonte a Sud c’erano ancora le due Isole.
Giorno 29
Pontos non ha più dato segni di irrequietezza. Ho ricevuto tre Pesci da un solo fianco ma, come sempre, è rimasto soltanto il Mare Nero con i suoi Doni: le due Isole a Sud sono scomparse. Chissà chi le abita. Qualcuno come me? Un altro Pontos? Riuscirei a parlare con loro, a capirli? Mai nessuna Isola si è avvicinata tanto da poterlo scoprire.
Undicesimo mese
Giorno 1
Insieme a due Pesci dalle scaglie azzurre, ho trovato nella Rete un Dono insolito. Non è un Animale. Grande quanto la mia mano, ricorda la corteccia degli alberi, eppure levigata. Ha un piccolo foro in cima. Quando l’ho capovolto è uscita solo dell’acqua. Al centro del corpo c’è un buco tondo, largo quanto il mio dito più corto. Ho infilato due dita, ma non è successo nulla. L’ho portato sulla Spiaggia e l’ho lasciato ad asciugare. Ho visto Pontos avvicinarsi per annusarlo. Poi si è voltato verso la Montagna, ha emesso un raglio ed è tornato a brucare l’erba. Non ho idea di cosa sia il Dono, né perché il Mare me lo abbia fatto avere.
Giorno 4
E se esistessero davvero altre mani? Se il Dono fosse stato creato da qualcuno che vive su una di quelle Isole che vedo passare? Come la Rete che intreccio. Ma non credo serva per pescare. Una volta asciutto, l’ho portato dentro la Grotta. L’ho messo accanto al mio letto di foglie e la sera, accarezzandolo, ho avuto il pensiero delle mani.
Giorno 7
Sono salita sulla Montagna insieme a Pontos e ho scorto una sagoma lontanissima a Est. Quando gliel’ho indicata, Pontos ha emesso un raglio ed è andato via. Il Mare Nero mi ha donato un Pesce dal bargiglio chiaro e due Pesci dai raggi spinosi.
Giorno 11
Gli Uccelli della Tempesta hanno iniziato a volteggiare inquieti. Pioverà. Ho fatto provvista di frutti.
Giorno 14
È tornato il Sole, ma l’aria è più fredda. Negli scorsi giorni, ho intrecciato un quadrato di Rete con le alghe più resistenti. Oggi sono entrata in acqua e l’ho lasciata andare. Resterà nel Mare Nero o arriverà da qualche parte?
Giorno 17
Sono tornata sulla Montagna. Anche la sagoma lontanissima è scomparsa. Ripenso alla Rete che ho lasciato andare e mi ripeto che sono stata stupida. Sprecare così le alghe più resistenti! Per cosa, poi? Mi toccherà raccoglierne altre. Il Mare Nero mi ha donato due Pesci da un solo fianco.
Giorno 20
Ho trovato sulla Spiaggia una Conchiglia. L’ho avvicinata all’orecchio e ho sentito le Onde. Il Mare Nero deve aver capito che in questi giorni ero come una delle Nuvole della Tempesta e ha trovato il modo per dirmi di non dimenticare che Lui si prende cura di me. Ho portato la Conchiglia nella Grotta, l’ho messa accanto all’altro Dono. Ho ricevuto anche un Pesce dalle scaglie verdi.
Giorno 25
Ha piovuto per quattro giorni. Nonostante la Pioggia, ieri Pontos è uscito. Quando ha smesso di piovere sono andata fuori anch’io. Era Notte. Il Cielo era pieno di Stelle. Tantissime, ma nessuna di loro riesce a toccare l’altra. Come le Isole quaggiù?
Giorno 27
Pontos era via da giorni. Per paura che potesse essergli successo qualcosa sono andata a cercarlo. L’ho chiamato per ore, poi, finalmente, l’ho visto risalire la stradina a Est, quella che porta alla Spiaggia dietro la Montagna. Gli sono corsa incontro. Volevo rimproverarlo, ma mi sono accorta che aveva un Fiore in bocca. Si è avvicinato e mi ha fatto cenno di prenderlo, dopodiché si è diretto verso la Grotta. L’ho seguito. Il Fiore è viola, bellissimo ma sconosciuto. Suppongo lo abbia trovato nella parte dell’Isola in cui non vado di solito. Stavo per poggiarlo a terra tra il Dono e la Conchiglia, quando sono stata attirata dal piccolo foro sul Dono. L’ho infilato là. Non so se il Dono serva a questo, ma mi è piaciuto vederli insieme. Il Mare Nero mi ha lasciato tre Pesci dal bargiglio chiaro.
Giorno 30
La scorsa notte, ho sentito il desiderio di far scendere le mani tra le gambe. Credo di essermi addormentata così, le dita ancora dentro. Dev’essere stato per via dell’odore del Fiore, la Grotta ne è carica.
Dodicesimo mese
Giorno 3
Il Fiore è appassito e la sua Morte ha portato via il profumo che riempiva la Grotta. Ho deciso di esplorare la Spiaggia sotto la Montagna, ma quando Pontos mi ha vista sul sentiero ha cominciato a ragliare. Sono tornata da lui e ha smesso. Ho trovato un buco nella Rete, credo sia stato causato da un Pesce dal naso lungo. Ho passato il resto del giorno a intrecciarne una nuova.
Giorno 7
Piove da due giorni. Seduta nella Grotta ho desiderato risentire l’odore del Fiore. Appena possibile, proverò a cercarlo.
Giorno 10
Ogni volta che tento di percorrere il sentiero a Est, Pontos mi blocca con il suo raglio. Sembra che non voglia che io vada. Perché?
Giorno 13
Stamattina, ho aspettato che Pontos fosse distratto e ho cominciato a percorrere il sentiero e all’ultima svolta, vicinissima alla mia Isola, ho trovato un’altra Isola con una Montagna rivolta dal mio lato. Per un attimo ho pensato di tuffarmi, ma poi Pontos… credo sappia di quest’altra Isola e non vuole che vada di là. Cosa ha visto? Da cosa vuole proteggermi?
Giorno 16
Sono tornata sulla Spiaggia a Est. Pontos ha cercato di fermarmi con i suoi ragli, ma avendomi vista proseguire, mi ha voltato le spalle ed è andato via. Eppure sono rimasta dov’ero, l’Isola davanti.
Giorno 19
Il Tempo del Freddo si avvicina. Dovrei prepararmi, raccogliere alghe, frutta, legna e invece sto seduta a guardare l’altra Isola. Cosa devo fare?
Giorno 22
Andrò dall’altra parte, ho deciso. Ho sempre voluto sapere cosa c’è sulle altre Isole. Se questa così vicina scomparisse, non saprei perdonarmi la mia paura. Qualunque cosa ci sia, almeno avrò saputo.
Giorno 25
I primi due giorni ho esplorato l’Isola facendo attenzione. Somiglia alla mia, anche se ci sono piante e frutti sconosciuti. Ho trovato anche il Fiore viola che Pontos mi aveva portato. Ma oggi ho sentito un suono. Delle parole. Le ho seguite fino a un gruppo di alberi dietro cui mi sono nascosta. Davanti a me ho visto una Spiaggia e, in mezzo, un Altro. È simile a me, anche se non uguale. Il suo petto è piatto e pieno di capelli corti. Ha dei capelli anche sul mento. Sulla testa, sopra i capelli che ricordano una Nuvola, aveva la mia Rete, quella che avevo lasciato al Mare Nero. Non so perché l’abbia messa là sopra. Ma la differenza più grande è stata la Cosa che ho visto tra le sue gambe. L’Altro era in piedi tra tanti Doni, alcuni simili a quello che mi ha portato il Mare, altri più grandi e con forme diverse. Parlava con un Animale più piccolo di Pontos e bianco. Riuscivo a capire tutto, parla come me! Ha detto che dovevano andare a cercare del Legno, l’Animale ha emesso un suono e si sono mossi verso di me. Sono scappata e sono tornata sulla mia Isola. È stato così strano sentire una voce diversa dal raglio di Pontos o dai richiami degli uccelli.
Giorno 28
Oggi Pontos mi ha seguita sull’altra Isola. Eravamo dietro al gruppo di alberi, quando la Capra (l’Altro mi ha poi detto il nome del suo Animale) ha iniziato a belare (anche questo me lo ha detto l’Altro) ed è corsa da noi. Avrei voluto scappare e invece Pontos è uscito fuori. L’Altro mi ha vista e ho avuto paura di lui. Ma d’un tratto, vedendolo con la mia Rete sulla testa, mi è venuto da ridere. Gliel’ho indicata chiedendogli perché la tenesse là dato che serve per pescare. Se l’è tolta, l’ha guardata come se non capisse, poi ha fatto qualche passo verso il Mare Nero fino a raccogliere da terra un bastone con un filo e mostrarmelo. Canna da pesca, l’ha chiamata. È attraverso la Canna che il Mare gli lascia i suoi Doni. Allora gli ho indicato quelli sparsi attorno a lui, ma mi ha detto che non sono Doni. Li ha chiamati Vasi. Gli ho detto che ne avevo ricevuto uno, lo conservavo sulla mia Isola. È rimasto sorpreso, credeva che la Capra lo avesse nascosto da qualche parte. Poi mi ha chiesto della mia Isola di cui non si era accorto. Dopo che gli ho spiegato tutto, mi ha fatto cenno di avvicinarmi. Mi ha fatto vedere i Vasi. Li crea dal Legno con degli Attrezzi. Mi ha fatto vedere anche gli Attrezzi. Gli ho detto che sulla mia Isola non c’è nulla di tutto questo. Gli ho chiesto se gli Attrezzi arrivano dal Mare e mi ha detto che no, erano comparsi un mattino dentro la sua Grotta. Come i miei Taccuini, ho esclamato, ma lui non aveva idea di cosa fossero. Gli ho detto che tanti anni fa ne era comparso uno insieme a una Penna e io avevo cominciato a scrivere e quando arrivavo alla fine di un Taccuino ne trovavo uno nuovo. Gli ho detto che divido tutto per anni e che ogni anno ha un nome diverso, il nome di ciò che più mi colpisce il primo giorno di quel nuovo anno, come la Nuvola Bianca. Mi ha chiesto come avessi imparato a fare questa cosa che dicevo di fare e io di rimando gli ho chiesto come avesse imparato a creare i Vasi. Mi ha risposto che gli era bastato prendere gli Attrezzi in mano per sapere cosa fare e io gli ho risposto che per me era stato lo stesso. Fino a quel momento, Pontos e la Capra erano rimasti accanto a noi, ma poi la Capra ha fatto un cenno a Pontos e si sono allontanati. Ho guardato l’Altro e ho indicato il suo mento. Gli ho chiesto se potevo toccare le sue differenze. È rimasto un attimo in silenzio, come se ci stesse pensando, poi mi ha detto di sì. Ho accarezzato la barba (mi ha detto che si chiama così), poi il collo, il petto. Dentro il mio, sentivo che il Creatore del Ritmo ne stava producendo uno diverso, sconosciuto. Veloce come la Paura, eppure non era il Ritmo della Paura. Era il Ritmo del Fiore viola. Di Pontos. Delle Nuvole che passano. Il Ritmo delle Foglie che crescono. Ma anche il Ritmo dei Lampi che illuminano il Cielo, quello delle Tempeste e delle Onde furiose. Il Ritmo del Vento e quello delle Stelle che pulsano lontane. Ho pensato che Ritmo dell’Insieme fosse il nome giusto.
Ho indicato all’Altro la Cosa tra le gambe e gli ho chiesto se potevo toccarla. Mi ha guardata sorpreso e impaurito, ma alla fine mi ha detto di sì. Ha chiuso gli occhi mentre prendevo la Cosa tra le mani. Era morbida e molle ma d’un tratto ha preso a gonfiarsi e irrigidirsi. L’ho lasciata e ho fatto due passi indietro. Adesso quella impaurita ero io. Lui invece ha aperto gli occhi e ridendo mi ha detto “Succede”. Ha cominciato a spiegare. Quando ha finito, mi sono riavvicinata. Mi sembrava di aver capito. Gli ho preso una mano, l’ho portata tra le mie gambe. Ho guidato le sue dita. Le ho sentite entrare, tastare le pareti, ho visto il suo sguardo di scoperta mentre si spingeva al mio interno. Ho provato un brivido lungo la schiena e un sussulto, come quando ero sola, ma più intenso. Ho sfilato le sue dita e mi sono sdraiata sulla sabbia. Si è avvicinato, si è steso su di me e si è lasciato scivolare dentro. Aveva capito anche lui. Mentre dormiva, ho sentito il bisogno di scappare. Ho trovato Pontos nella Grotta. L’ho abbracciato, mi ha risposto con un raglio. So perché sono scappata: ho avuto paura di non ritrovare la mia Isola.
Giorno 31
Per due giorni ho guardato l’altra Isola chiedendomi cosa fare finché non ho trovato la risposta nella Rete: otto grossi Pesci che il Mare Nero ha donato a me affinché io possa condividerli con l’Altro. Ho cercato Pontos per dirglielo. Gli ho spiegato tutto, chiedendogli se volesse accompagnarmi. Mi ha seguita fino alla Spiaggia a Est, poi mi ha spinta con il muso dentro il Mare Nero. Quando ho toccato l’altra sponda, mi sono voltata. Fermo sulla riva della nostra Isola, Pontos ha emesso un raglio. Gli ho fatto cenno di aver compreso e, con il ricordo del suo richiamo nelle orecchie, sono andata a cercare l’Altro.
A illustrare: particolare di Islands di Yvan Duque.