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Sotto il sugo giaguaro

“Non diede neppure un’occhiata al letto, per vedere la ragazza, almeno una volta in vita sua, con gli occhi. La sua persona non lo interessava. Per lui Laure non esisteva più come corpo, bensì soltanto come profumo privo di corpo”.
(Patrick Süskind – Il profumo)

Robin Williams ci era quasi cascato. In Hook – Capitan Uncino, dopo un allenamento sfiancante che a stento gli permette di camminare, Peter Banning si siede a tavola e non crede ai propri occhi. Mangiano tutti, tranne lui. Dopo una preghiera della rapidità di uno starnuto, alza il coperchio e… sorpresa, la pentola è vuota. Sente parlare di Banana Splash, succo di zucca, e Poi Poi; Trilly lo incita ma lui si rifiuta, così Rufio mette in piedi una vera e propria battaglia di insulti tutt’altro che scontati in cui Peter ha la meglio, riuscendo finalmente a entrare nel “gioco”.
Un mondo che immagina e che ha un gusto e un profumo buonissimi.
Molti sono gli autori e le autrici (e non solo) che nel corso degli anni hanno affrontato questo tema: descrivere il mondo attraverso i sensi. Proviamo a stilare un piccolo elenco: primo fra tutti penso a Carver e al suo monumentale Cattedrale, dove la vista, l’udito e il tatto riescono nell’impresa di creare un connubio di una delicatezza perfetta; Desy Icardi con la serie dei cinque sensi targata Fazi dà vita a una serie di trame incentrate sull’amore per i libri (da leggere: biblioteca dei sussurri); Kent Haruf in Canto della pianura ci fa palpare le pareti interne di una giovenca durante il parto grazie alle mani dei vecchi fratelli Harold e Raymond McPheron; infine, Mircea Cărtărescu in Abbacinante guida il lettore in un percorso sensoriale tra sogni e una Bucarest a tinte allucinogene.
Lo stesso Calvino aveva in mente una raccolta di cinque racconti, uno per ogni senso. Purtroppo riuscì a scriverne soltanto tre dedicati all’olfatto, al gusto e all’udito. Il testo si chiama Sotto il sole giaguaro e dà il nome a questo editoriale, con una lieve licenza poetica che noi di Spaghetti Writers ci prendiamo per condire al meglio il primo ciclo del 2025.
Tralasciando la letteratura, due grandi pittori come Rubens e Brueghel hanno dedicato un intero ciclo allegorico ai sensi, così come le fotografie still life di Wesley Dombrecht che sembrano veri e propri quadri ritraenti scatti legati al cibo.
«Stai giocando con noi Peter» dice Carambola, incredulo.
È questo che vi chiediamo di fare: giocare e divertirvi. Cerchiamo racconti impregnati di aglio e sudore, che emanino fallimento e senso di rivalsa; vogliamo fiutare la rabbia dei vostri personaggi, gustarne l’ironia, e toccare con mano i loro desideri più nascosti. La fame, l’inerzia, la bramosia che aleggia nelle loro case, noi vogliamo ascoltarla.
Scrivete un racconto che abbia uno dei sensi come protagonista, tranne la vista. Perché? Pensate alle posate sulla tavola dei bimbi sperduti, i quali redarguiscono Peter non appena le afferra.
«Allora a che vi servono?» domanda lui.
«Le teniamo per poter evitare di usarle.»
Ecco, lo stesso facciamo noi: la vista c’è, lo sappiamo, ma per questa volta ve la evitiamo. Perciò, chiudete gli occhi e date sfogo alla fantasia. Bangherang!

Editoriale di Leonardo D’Isanto.


A illustrare: Bianca Lepri.