Nosferatu, cammina con me
“Silencio… No hay banda. | È tutto registrato. |
È tutto un nastro. | È solo un’illusione”.
(Dal film “Mulholland Drive” di David Lynch)
Probabilmente è il caldo. O la minaccia di una terza guerra mondiale. O forse siamo stanchi di andare sul sicuro e pretendiamo di meglio da noi stessi e dagli altri. Probabilmente più la facciamo difficile e più ci distraiamo dalle brutture del mondo.
È anche a questo che serve il cinema, no? Ad andare altrove, anche solo per qualche ora.
Per questo, per il nostro terzo ciclo dell’anno, abbiamo pensato che sarebbe stato bello lanciare una call a tema cinema.
Ma cinema come? In senso generale? Con che taglio?
Ci sembrava banale dirvi: scrivete un racconto che si ispiri ai film di – inserite il nome di un regista famoso. Ci sembrava facile suggerirvi un cult e lasciarvi fare. Allora l’abbiamo fatta difficile, per voi e anche per noi, così riusciremo a prendere la strada dell’altrove, per qualche ora, o per qualche giorno.
Quello che ci piacerebbe voi faceste è sforzarvi: prendete la scena di un film (se conosciuto anche meglio, così i lettori capiranno su cosa avete lavorato) e cambiategli genere. Precisiamo: una scena sola, non un film intero. Una scena celebre, uno scambio di battute memorabile, un dialogo pazzesco che è rimasto nella storia, quella scena d’amore o sesso che ha stabilito un canone. Bene, prendete questa scena e ribaltate il suo genere.
Qualche esempio? Eccovi serviti:
- La famosa scena del burro in “Ultimo tango a Parigi?”. Bene, sappiamo tutti che quel film è di genere drammatico/erotico. Riscrivete la scena come fosse un fantasy. O un film in cui i due protagonisti sono dei super eroi Marvel.
- “Lo squalo” di Spielberg? È un horror, ma raccontatelo come fosse un classico Disney.
- “Avatar” è un famosissimo colossal di fantascienza. Ma a noi piacerebbe si trasformasse in una sit-com. Un esempio:
Entra Neytiri.
Jake Sully: «Hai cambiato acconciatura?»
Neytiri: «Era ora che te ne accorgessi. Stasera niente coda-a-coda».
Pubblico: «Ahahahahah». - “Shining” o “Psyco” potrebbero diventare delle telenovelas argentine. Non vediamo l’ora di leggere la vostra riscrittura della scena della doccia in una casa colonica persa nella pampa.
- “The Ring” diventa una storia d’amore a lieto fine.
- La celeberrima scena della vasca da bagno in “The Dreamers”? Potrebbe cambiare genere e diventare horror.
- La scena in cui Kim Basinger e Mickey Rourke giocano col cibo davanti al frigo in “9 settimane e ½”? Fatela diventare un film d’animazione Ghibli.
- L’indimenticabile Sally che simula un orgasmo da Katz’s Delicatessen davanti a un ammutolito Harry? Beh, perché non cambiare la commedia romantica in un film di guerra o in un western?
- Jack si sacrifica per amore di Rose mollando la zattera di fortuna in “Titanic”? Fanculo Rose, Jack è uno zombie e le mangia quella faccia di culo salvandosi la vita.
Insomma, ci siamo capiti. Mantenete la dinamica e i personaggi originali della scena scelta, ma giocate come preferite: cambiate ambientazione, cambiate dialoghi, introducete colpi di scena, ribaltate il genere in modo palese, manifesto. È ben accetto il comico o il grottesco. Ci piace anche il ridicolo, certo, ma fino a un certo punto: non è ammessa la Pimpa in “Batman”.
Questo è il motivo per cui la nostra locandina ha cambiato connotati: un bel vampiro ci sarebbe stato da Dio in Mulholland Drive (scusa David, abbi pazienza, ci annoiamo). Immaginate la scena in cui le due protagoniste vanno al Club Silencio e invece del presentatore si ritrovano un Nosferatu in smoking e mantello porpora e poi tutto finisce in caciara come nella scena d’apertura di “Blade”.
Divertitevi. Pensateci. Fateci sognare.
Abbiamo bisogno di sorridere in altri mondi che non esistono. O forse sì.
Editoriale di Deborah D’Addetta
A illustrare: una scena del film “Fuoco cammina con me” di David Lynch.